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EDITORIALE
E’ da tanto tempo che ci domandiamo se ha ancora senso operare a tutto campo nel teatro per ragazzi italiano , se ha ancora senso scontrarsi ogni giorno, sia contro gli enormi macigni burocratici esterni, messi in atto dai congegni amministrativi ,ma anche se ha ancora senso lottare contro gli innumerevoli e ormai obsoleti meccanismi interni che ne minano alle basi la corretta operosità.
Se ha ancora senso dopo l’annullamento dei contributi del ministero ad alcuni dei gruppi più stimolanti ed il drastico ridimensionamento di altri proseguire nel cammino intrapreso per alcuni da oltre venticinque anni.
A Palermo nella grande chiesa scoperchiata dello Spasmo
artecipando non solo emotivamente con i venti ragazzi raccolti nelle strade di Nairobi da Marco Baliani che interpretavano in maniera impeccabile il “Pinocchio nero” , abbiamo avuto la certezza che la risposta alla nostra domanda dovesse essere affermativa.
Avendo ancora negli occhi lo sguardo spento dall’orrore dei bambini che fuggivano terrorizzati dalla scuola in Ossezia, gli occhi scintillanti di quei bambini che attraverso il teatro reclamavano la loro umanità con il passaporto finalmente in mano hanno aperto una grande fessura nel nostro disincantato disimpegno.
Sì, bisogna nonostante tutto andare avanti.Andare avanti nonostante le difficoltà finanziarie divenute insormontabili, gli scambi che minano alla radice il sistema del mercato e dimostrano la grande fragilità del cosi detto settore ,la ripetizione di stilemi, andare avanti nonostante la mancanza di visibilità, sì bisogna andare avanti.
Eolo come in passato, più del passato vuole dare il suo piccolo contributo a questa resistenza non piagnucolosa che da anni molti appassionati operatori stanno portando avanti contro tutto e contro tutti.
Per affermare che il teatro ragazzi esiste ed è fiero di esistere con le sue specificità ma anche con la conapevole forza di appartenere alla grande tradizione del teatro europeo.
Per affermare che è capace ancora di produrre ricerca, eventi irripetibili, che è capace di svincolarsi in modo sempre più autonomo dalla didattica parlando in modo poeticamente consapevole anche ai bambini più piccoli, spesso dimenticati dalle ultime creazioni. E che soprattutto è ancora capace nonostante tutto di porre l’infanzia al centro del suo percorso non solo come condizione mentale in cui tutto dalla creatività è reso possibile ma soprattutto come luogo da salvaguardare contro ogni speculazione dei cosi detti adulti.
Per questo Eolo vuole essere non solo una ragnatela di informazioni su quello che avviene in questo campo nel nostro paese sottolineandone le valenze più positive, ma vuole contribuire al dibattito sulle problematiche con degli appositi forum , vuole creare una critica militante che è esistita solo sporadicamente, raccogliendo tutte quelle intelligenze propositive che in modo più attento hanno seguito da vicino il teatroragazzi magari cercando di scoprirne delle altre.
E’ una grande scommessa che avendo a che fare con il diminuito interesse della grande matrigna E T I parte con piccole forze e che per esserci ha bisogno di un piccolo contributo dalle compagnie, ma non solo,vorremmo anche suggerimenti per rubriche o temi che saranno ben accetti nella logica di una linea editoriale precisa e consapevole che intende porre il teatroragazzi al centro del percorso generale del teatro italiano.
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